Coltiviamo territorio, comunità, cultura

Dal 1957 siamo una cooperativa agricola, ma prima ancora eravamo una comunità. Siamo un gruppo di persone legate da una terra, da un lavoro e da una cultura condivisa: oggi continuiamo a crescere insieme con la consapevolezza che il nostro futuro dipende dall’integrità della comunità che abbiamo costruito.
Il nostro compito è dare valore al lavoro dei soci – e, con esso, all’eredità culturale che il loro lavoro preserva. Vogliamo offrire strumenti, visione e continuità, ed essere un punto di riferimento tecnico e umano.
Lavoriamo insieme per custodire l’identità collettiva di questo territorio, per garantirne un presidio vivo – agricolo, paesaggistico e culturale – e costruirne il futuro con chi lo abita.

Fieri di essere Cantina Montelliana
La forza di Cantina Montelliana risiede nei suoi conferitori, nelle loro storie, nella passione con cui ogni giorno affrontano il loro lavoro. Una passione che risiede nel loro “saper fare”, tramandato di generazione in generazione, nell’amore per una terra che conoscono da sempre e per i frutti che sa donare.


Oggi siamo quasi 400 soci, uniti da un’idea di agricoltura condivisa e radicata. La maggior parte dei conferitori coltiva piccole superfici – in media due ettari, ma in molti casi anche meno di mezzo – e proprio questa frammentazione rende ancora più prezioso il lavoro cooperativo.
Le radici, la fondazione, la crescita
La viticoltura nei Colli Asolani e nel Montello affonda le radici in secoli di storia agricola e sociale. A metà Novecento, la cultura agricola del territorio cambia passo. Sono gli anni del grande fermento cooperativo: le cantine sociali nascono per dare forza al lavoro frammentato, garantire stabilità economica, superare l’isolamento dei piccoli conferitori.

Nel 1957, trentadue viticoltori si riuniscono per costituire la Cantina Sociale Montelliana e dei Colli Asolani. Il primo presidente è Felice Callegari, figura carismatica e determinata, che resterà alla guida della cooperativa per ben 22 anni.
Nella prima sede a Montebelluna si parte con poco – un piccolo centro di raccolta, impianti essenziali – ma l’intenzione è nitida: unire le forze per costruire un progetto che trasformi l’intero tessuto agricolo della zona.
Attorno alla cantina si costruisce una comunità tecnica e umana che coinvolge anche le istituzioni: si moltiplicano i corsi di formazione tecnica, le collaborazioni con gli istituti agrari locali, si sviluppano nuove forme di allevamento, si creano gruppi di giovani viticoltori attenti alla qualità.
A fine anni Settanta arriva la svolta: l’imbottigliamento diretto. Un passaggio cruciale che consente alla cantina di entrare nel mercato con un volto proprio, portando il nome Montelliana sull’etichetta. È un cambio di passo anche culturale: da conferitori a protagonisti della filiera, da produttori di materia prima a costruttori di valore.
Nel 2009 arriva un riconoscimento atteso da anni: il Prosecco DOC Montello e Colli Asolani diventa Asolo Prosecco DOCG. Cantina Montelliana ne è protagonista: è l’unica cooperativa interamente radicata nella denominazione.
Dal 2014, con il cambio all’attuale Direzione, l’azienda accelera il processo di rinnovamento. Si investe in tecnologia, in logistica, nella Bottega del Prosecco, nasce la seconda linea produttiva. Il progetto PIWI introduce varietà resistenti per una viticoltura più sostenibile.

Le persone che guidano la cooperativa
Presidente: Bedin Elvis
Direttore Generale: Paolo Liberali
Responsabile Commerciale: Mara Forner
Enologo: Nicola Frozza
Presidente: Elvis Bedin
Vicepresidente: Martignago Gianluca
Consiglieri: Marcon Paolo, Bergamin Daniele, Giotto Romina, Campagnola Lucio, Baratto Fabio, Cavarzan Virginio, Bianchin Eddy, De Zen Alessandro, Favretto Giacomo, De Meneghi Emma, Favero Davide, Martignago Rino, Panazzolo Rita





































